binocolo

5.6.06

QUEGLI EX TERRORISTI IN PARLAMENTO

Il facondo Direttore di Radio Radicale ha impiegato una buona parte della sua rassegna stampa del 5 giugno per sostenere la scelta del suo Partito di candidare un ex terrorista nelle sue liste , e la legittimità della scelte del Governo Prodi di dargli, una volta eletto, un incarico di Sottosegretario.Pare, secondo il Direttore, che la filosofia del "non poteva non sapere" , in base alla quale il suddetto Sottesegretario sarebbe stato indirettamante ma responsabilmenre coinvolto in fatti di sangue addebitati a suoi commilitoni dei quali era un esponente di primo piano, non si possa applicare in questo caso. Mentre , mi pare di ricordare che la stessa filosofia sia stata ritenuta applicabilissima in altri casi che riguardavano avversari politici della parte alla quale attualmente, anche se, penso, provvisoriamente, è associato il Partito Radicale. Come si farà a stabilire in Italia un colloquoi costruttivo tra le due aree politiche, se, un secondo dopo avere discettato sulla necessità per il Paese che questo colloquio è necessario (come di fatto lo è) si continua a legittimare atti provocatorii come quello di cui sopra? E i familiari delle vittime che considerazione possono avere nei confronti di questo Governo,per aver subito omicidi che sono stati legalmente condannati dalla Legge e poi ,in essenza, cancellati ridando una verginità politica a chi vi ha, direttamente o indirettamente partecipato? E' vero che la responsabilità penale è individuale, ma quella politica non si può semplicemante cancellare in questo modo. Un clima vivibile per la nostra comunità politica e per tutto il Paese, si potrà stabilire solo quando la parte che ha vinto le elezioni la smetterà di dare legittimazione a gesti che sono esecrabili anche dopo mille anni da quando sono stati commessi, e di tirar fuori dagli armadi scheletri che vengono ridipinti a nuovo per dargli una parvenza di rispettabilità. Joe