29.9.06
Il prof. Prodi non ha perso l'occasione del dibattito alla Camera dei Deputati sull'affaire Telecom, per coprirsi ancora una volta di gloria. La sua frase storica , che comincia con " Per me in particolare..." è un emblema della sua resilienza, e della sua indomita volontà che, anche a rischio del ridicolo, non si piega. Resta da capire come egli possa considerare fatti meritevoli di encomio quelli che hanno "illustrato" la sua performance alla presidenza dell'IRI,e che gli sono stati ricordati da diversi rappresentanti dell'opposizione. Un'altra cosa da capire è il suo disperato tentativo di farsi passare per liberista, quando è invece, come i fatti ed il suo curriculum dimostrano, e come la sua associazione politica attuale conferma, che egli è un perfetto rappresentante del boiardismo di stato, e non uno smantellatore delle ex Partecipazioni Statali. Infine, sul tema del famoso rapporto sulla strategia della Telecom, i casi sono due: o lui, come è verosimile, sapeva, ed allora è un bugiardo; o non sapeva, e allora mi chiedo come fa a governare efficacemente uno che non sa cosa sta facendo, su un tema di importanza nazionale uno sei suoi più stretti collaboratori.
JOE
25.9.06
LE INTERCETTAZIONI
Con la precisione di un orologio svizzero, i governativi fautori della ri-Irizzazione delle industrie chiave del Paese, contemporaneamente al "consiglio" dato alla Telecom sotto forma di progetto di riassetto di quel gruppo, (avente lo scopo di raggruppare le reti dei servizi logistici sotto l'ala protettrice del Governo, o meglio di certi partiti di governo), hanno fatto scattare la trappola delle intercettazioni telefoniche illegali, organizzate ed effettuate in proprio da parte di individui dotati della esperienza e della disponibilità degli strumenti necessari. Naturalmente, si è tentato di gettare la responsabilità delle intercettazioni sulle braccia dei managers che hanno resistito al "consiglio", escludendo così le possibili complicità, o l'ispirazione, da parte di gruppi di potere politico.
E' assolutamente incredibile che, anche a volere attribuire il massimo di buona fede ai sostenitori di questa strategia, si continui ad insistere sulla via delle statalizzazioni, dopo i ripetuti fallimenti e scandali che si sono verificati nella gestione statale di industrie, principali e non, da parte dei boiardi di stato, e dopo che, anche nei programmi governativi, si parla di liberalizzazioni. Purtroppo il lupo perde il pelo ma non il vizio, specie se il lupo non ha la fantasia e l'intelligenza sufficienti per fargli capire gli errori del passato. Non voglio pensare, invece, che la fantasia e l'intelligenza non ci siano, ma che ci sia anche il massimo cinismo nel cercare di rastrellare risorse chiave del paese nell'interesse di certi partiti che hanno il dirigismo ben pianteto nel loro DNA.
JOE
20.9.06
IL PONTE SULLO STRETTO.
La manifestazione che tanti miei conterranei Siciliani hanno effettuato recentemente a Roma, per chiedere la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, mi costringe a ripetere la mia convinzione, basata su considerazioni tecniche e, sopratutto ,economiche e sociali, che il ponte è l'ultima priorità per lo sviluppo della Sicilia. Non ci si rende conto che , prima del ponte, e con molto meno spesa e tempo, si deve creare in Siciia un sistema stradale e ferroviario funzionale; che bisogna che il Governo acquisisca il controllo del territorio, onde incoraggiare gli investimenti, che oggi latitano a causa della mancanza di sicurezza; che si deve esercitare , da parte della comunità stessa, il massimo rigore per combattere il degrado sociale causato dalla criminalità organizzata, invece di adeguarsi, spesso, ai metodi di quest'ultima pur di avere qualche effimera e temporanea convenienza; per citare alcunie tra le priorità sociali che incombono sulla Regione, la cui soluzione deve precedere il ponte affinchè il collegamento tra Sicilia e continente sia veramente utile. Collegamento oggi poco utile, specie nella forma di ponte sospeso, e per il quale, se proprio lo si volesse realizzare , al momento opportuno, esistono soluzioni più utili, meno costose, più funzionali allo sviluppo di Reggio e Messina e della Sicilia stessa , e di più rapida e sicura realizzazione. Soluzioni che il Governo non ha mai preso in seria ed obbiettiva considerazione, pur essendo state ripetutamente ed in diverse sedi proposte. Cosa c'è dietro a questa ponte-mania?
JOE
MANAGER D'ITALIA
Il Prof. Rossi, già Presidente e Commissario di diverse grandi Società ed Holdings industriali italiane, sembra essere, con tutto il rispetto per le Sue indubbie doti e capacità, l'unico manager di cui dispone il nostro Paese. Come fan della nazionale di calcio sono dispiaciuto per la Sue dimissioni da Commissario Straordinario della F.I.G.C.. Avevo sperato che il CT Donadoni potesse schierare una formazione certamente vincente, e cioè: Portiere : Rossi; Difesa: Rossi, Rossi, Rossi, Rossi; Centrocampo : Rossi, Rossi, Rossi, Rossi; Attacco : Rossi, Rossi. Pazienza, sarà per il prossimo salvataggio! Ma che struttura manageriale abbiamo in questo Paese che dice di essere tra le prime sette-otto potenze industriali del mondo, se, ripeto senza mettere in dubbio le doti del Prof, Rossi, sembra esistere solo una persona capace di risolvere certi problemi di gestione aziendale? Oppure non ci sono occhi che sanno, o vogliono , vedere?
JOE
19.9.06
LA MEGA-DELEGAZIONE IN CINA.
La foltissima delegazione politica ed economica del Governo Italiano che ha visitato la Repubblica Popolare Cinese, ha chiuso il suo tour senza grandi risultati concreti, stando a quanto la maggioranza dei giornali non di parte ci ha comunicato. Sono stati firmati numerosi accordi di cooperazione, che lasceranno il tempo che trovano, a causa della loro genericità. La ciliegina sulla torta finale è l'accordo che il Ministro Bindi ha firmato per l'adozione di bambini Cinesi in Italia, il SEDICESIMO di questo tipo che il Governo Cinese ha firmato. Data la sproporzione tra lo sforzo organizzativo, ed il costo, rispetto ai risultati ottenuti, viene il sospetto che la visita aveva quale obbiettivo principale la pubblicità dei titoli dei giornali italiani,che potrebbe anche essersi rivelata conroproducente. E in Italia i problemi si ammucchiano, irrisolti, con la finanziaria che incombe.
JOE
16.9.06
RAI : DI TUTTO, DI PIU'
Si era già capito e visto accadere, ma ad ogni cambio di governo, specie se " riformatore", si ha la conferma che la RAI, di fatto, APPARTIENE ai partiti di governo. Non esiste l'ombra di meritocrazia, di decenza, di logica, nelle sostituzioni del personale. Se ne deduce che i partiti sono sopratutto preoccupati di prepararsi alla prossima tornata elettorale. C'è una miriade di problemi da affrontare, con assoluta priorità rispetto allo spoil system. Ma a chi importa risolverli? Prima di tutto il bottino di guerra,e l'avviamento della centrale governativa degli affari. Si preparano business plans, ( che si cercherà di fare ingozzare a chi è competente e legittimato a studiarli ed applicarli), allo scopo di ristabilire il vecchio sistema delle partecipazioni statali, riveduto e corretto in modo che agli organi di governo non possa essere fatto carico degli eventuali insuccessi. Poi, se avanza un po' di tempo, si vedrà di fare qualche proposta per le pensioni, per le infrastrutture, per la scuola, per il sistema giudiziario e per quello carcerario,per la ricerca, eccetera.E poi avanti a discutere,così passano i cinque anni della legislatura. Se, per caso od errore, si riesce a fare qualche cosa di buono, ci penserà il prossimo governo a disfarla. Purtroppo, si tratta di una metodologia applicata da tutti i governi, comunque siano formati. COSA FARE?
Le grandi moralizzazioni passano o da una grande guerra o da una rivoluzione.Ma con l'aria di rassegnazione che tira, un capovolgimento dello stile di vita del nostro mondo (occidentale; non siamo solo noi!)marcio può venire solo da fuori. E da chi, se non dai paesi in via di sviluppo, che pur tra milla problemi ed errori, avanzano?
Ragazzi, studiate il cinese!
JOE
15.9.06
ALITALIA DELENDA
In un Paese normale, qualità auspicata per il nostro Paee da importanti politici, un baraccone mangiasoldi come l'Alitalia avrebbe dovuto essere liquidato da anni. Sotto l'improbabile bandiera dell'interesse nazionale si tiene in vita una struttura che non offre alcuna speranza di potere e sapere rialzarsi. Personale in esubero,(come accade a molte aziende statali o ex statali che hanno sede a Roma capitale), organizzazione obsoleta, incapacità di fare alleanze efficaci e durature,( forse proprio perchè la Società è poco affidabile), per citare alcuni dei problemi, sono elementi che avrebbero suggerito una liquidazione e l'eventuale costituzione di una nuova entità, ripulita dei lottizzati esuberanti, organizzata in maniera più snella, alleata con partners che avessero fiducia nella associazione con una entità affidabile. Gli interessi nazionali si difendono in ben altro modo, e non obbedendo alle logiche sindacali del mantenimento del posto di lavoro ad ogni costo, anche nell'interesse degli stessi lavoratori; chiudendo società marce ed enti inutili; obbligando i lavoratori ad una maggiore coscienza e rispetto dei loro doveri e non solo dei loro diritti. Tutte utopie, in questo clima politico superficiale e parolaio.
JOE
PRODEZZE
Il Prof. Prodi sembra non essersi ancora accorto che il regime dirigistico, ispirato alle vecchie, ma non del tutto defunte, ideologie comuniste, è ormai tramontato it tutti i Paesi evoluti, e perfino, anche se non del tutto, nel nostro. A me sembra che il problema delle modifiche strutturali al sistema PRIVATO Telecom avrebbe dovuto essere affrontato dal Governo in modo molto semplice e rigoroso: se nel contratto di concessione governativa della gestione della rete telefonica fissa e/o mobile c'è scritto che la concessione è condizionata dalla clausola che le reti rimangano sotto controllo italiano, allora si interviene, con i documenti alla mano ,per comunicare al concessionario che le sue licenze verranno revocate, di diritto, se le reti venissero cedute a stranieri. Se non esiste, come non esiste nè potrebbe esistere, questa clausola, allora il Governo , o suoi più o meno autorevoli e maldestri rappresentanti, dovrebbero stare zitti. Sarà il mercato a condannare o premiare le scelte del management di Telecom, come di Autostrade ed altri ancora. Ma abbiamo un Presidente della Camera dei Deputati che parla di programmazione, come ai tempi dei programmi quinquennali di Stalin! Via, smettetela di occuparvi solo di problemi di potere, ed affrontate seriamente i problemi veri del Paese!
JOE
11.9.06
9/11 CINQUE ANNI DOPO.
Gli Stati Uniti d'America stanno ricordando con grandi manifestazioni di massa il quinto anniversario dell'attacco alle torri gemelle ed al Pentagono. Nella storia, i popoli che si sono trovati, nel loro tempo, ad essere i più potenti del mondo, sono stati protagonisti di grandi azioni di forza, che i loro avversari chiamano prepotenze, per mantenere il loro ruolo; e sono stati oggetto di grandi reazioni spesso qualificabili come proditorie. Mentre è chiaro che chi, da una posizione di inferiorità, vuole offendere un gigante, può solo farlo solo con metodi non ortodossi, è anche ovvio che il più forte si avvale della sua forza per reprimere ad ogni costo gli attacchi al suo potere. Quindi è inutile disquisire sulla legittimità o meno dell'attacco alle torri o dell'attacco preventivo all'Irak; degli attacchi di Hezbollah ad Israele o delle reazioni di quest'ultimo. Il fatto è che viviamo in un mondo senza valori, nel quale tutto è permesso e tutto può accadere. Il mondo occidentale sta vivendo una nuova caduta dell'impero romano, che fu resa possibile dalla degradazione del costume pubblico e privato , simile a quella che stiamo vivendo. Ben venga la presenza di una nazione forte, che cerca, non sempre riuscendoci, di dare un certo ordine al mondo. Pensate in quale maggiore caos vivremmo se non esistesse una guida, buona o cattiva che sia. Guida che dovrebbe essere esercitata dalle NAZIONI UNITE,che purtroppo affondano ogni giorno di più nel ridicolo della loro inefficienza e corruzione. Gli USA poliziotti del mondo? SI.
JOE
SHUMACKER
Dopo un decennio di dominio sulle piste della Formula Uno automobilistica, Michael Shumacker si ritira.Come pilota ed atleta, come serio professionista, è entrato a buon diritto nella storia di questo sport. Penso che debba essere ricordato solo per i suoi meriti sportivi, e dimenticato per la scarsa simpatia della quale ha dato prova in questi anni di popolarità. Il nostro mondo consumistico tribùta agli eroi degli sports un livello di attenzione e di idolatria che è assolutamente spropositato. Fuori dal campo delle attività nelle quali eccellono, la maggior parte di questi uomini e donne sono esseri normali, spesso guastati caratterialmente dalla loro popolarità, e dall'attenzione morbosa di un pubblico bambino, che si esalta per imprese che vede solo come spettatore.Sarebbe bello che le grandi imprese, in tutti i campi, sollecitassero in chi le ammira il desiderio di migliorare se stessi nelle proprie attività, e non la partigianeria spesso faziosa dellì'ammirazione smodata.
JOE
9.9.06
La LEGGE FINANZIARIA 2007
I membri del nostro governo, i sindacati, la confindustria, tutti fanno un gran discutere sui contenuti della finanziaria 2007. Quello che il contribuente capisce è che il gran discutere riguarda solo DOVE prendere i soldi, ( e quì ognuno lotta per non farli portar via alla sua fazione). Circa il COSA FARE con i soldi, la ricetta è semplice anche se enigmatica: si deve SVILUPPARE l'economia italiana. Come?
Ma che domanda! La fantasia italiana, una volta trovati i soldi, si sbizzarrirà al suo meglio! I vari superesperti di management dell'estrema sinistra sapranno cosa fare.
Ridurre i costi del parlamento,(magari riducendo,ora, la pletora dei parlamentari e dei loro sicofanti), chiudere veramente e definitivamente gli enti inutili,vendere al meglio baracconi mangiasoldi come l'Alitalia, licenziare un po' di gente in soprannumero infiltratasi nei meandri dell'amministrazione dello stato, semplificare gli iter burocratici che impediscono o ritardano l'effettuazione di opere utili, sconfiggendo la burocrazia che inventa procedure complicate che giustifichino la sua esistenza, e così via, sono sciocchezzuole di cui non vale la pena parlare. Conta solo non fare prevalere le soluzioni proposte da chi di economia e management se ne intende, visto che questa categoria di competenti in genere è fuori dal governo!
Tanti auguri, Professore, e che la buona sorte ci assista.
JOE
4.9.06
OMAGGIO A GIACINTO FACCHETTI
La morte prematura , ed amara per uno sportivo, di Giacinto Facchetti mi ha commosso. Al di la della retorica, se almeno un centesimo degli Italiani avesse le doti di correttezza, onestà, signorilità, efficienza e dignità che Facchetti ha dimostrato silenziosamente di possedere, il nostro sarebbe un paese migliore. Forse basterebbe che queste doti le avesse una buona parte dei nostri politici e degli uomini di potere.
JOE
