Un popolare talk show televisivo ha fatto una puntata con questo titolo. Penso che l'evesione fiscale non sia letteralmente un furto, ma uno dei tanti modi di non rispettare le leggi dello Stato, cosa che, in un modo o nell'altro, tutti talvolta facciamo. Ovviamente ci possono essere motivi perchè uno o più cittadini rifiutino di rispettare o di circonvenire una legge, ma, qualunque sia la motivazione, gli evasori di qualsiasi legge è giusto che siano soggetti alle pene che sono previste dai Codici. Il punto è un altro.
Lo Stato preleva una parte del reddito dei cittadini per fornire servizi necessari al funzionamento ed allo sviluppo del Paese. Il cittadino ha il dovere legale, oltre che civico, di pagare le tasse; lo Stato ha il dovere di utilizzare COSTRUTTIVAMENTE il denaro prelevato, di fornire servizi adeguati al livello della tassazione, e di non sperperare le somme incassate. Quali armi ha il cittadino se il governo che gestisce pro-tempore lo Stato fa poco, o male ( almeno a giudizio di una parte consistente dei cittadini, e su basi concrete e non di parte) ciò che costituisce il suo motivo di esistere? Il cittadino non ha nessuna arma legale che concretamente possa obbligare il governo a comportarsi correttamente, se non le elezioni, quando ci sono e posto che provochino i cambiamenti auspicati. Può svolgere azioni dimostrative,quali, ad esempio, la protesta collettiva, o la richiesta ai Parlamentari che ha contribuito ad eleggere come suoi rappresentanti, di agire verso il governo. Oppure si ribella, e comincia col cercare tutti i mezzi, legali o meno, per non pagare le tasse, che ritiene male utilizzate. E così, con esempi non esaustivi, si evade l'IVA, o si assumono collaboratori pagati in nero, o si porta il denaro nei paradisi fiscali. Rischiando ovviamente di pagare le conseguenze legali di questi comportamenti. Vero che spesso le motivazioni dell'evasione non siano per nulla nobili, ma è vero anche che la diffidenza generata verso i cittadini da un governo palesemente inefficiente, o sprecone, o ispirato nella sua azione da motivi di parte e di classe, provoca comportamenti non legali e non civili. Allora che fare? Occorre maturare una coscienza civica che deve trarre esempio dall'alto, non solo dai politici ma anche da chi produce o possiede ricchezza, e che ha bisogno di fatti concreti per accettare gli oneri che la convivenza civile pone a carico di ciascuno. Facile a dirsi. Ma quali sono i punti di riferimento per questo indispensabile risveglio morale? Ci vuole il lanternino di Diogene per trovarne qualcuno. Nel suo piccolo, il tavolo dei VOLENTEROSI potrebbe costituire un primo nucleo dal quale diffondere un fattore catalizzante per la nascita di una società più responsabile.
JOE