binocolo

28.10.06

GLI SPIONI E LA PRIVACY.

Per disinnescare la mina vagante delle rivelazioni sulle situazioni economiche di personaggi pubblici, mi pare che potrebbe essere utile, (almeno per quanto riguarda coloro che aspirano a ricoprire una carica pubblica, politica o amministrativa), l'istituzione dell'obbligo di legge, da parte dei suddetti, di rivelare la totale consistenza della loro situazione patrimoniale quale condizione per potere essere ammessi a concorrere alla carica cui si candidano, e di rivelare poi eventuali variazioni della stessa, ove vengano eletti o nominati. Con la relative sanzioni di legge in caso di inadempienza.E la privacy? Se qualcuno vuole fare il public servant, almeno dal lato economico deve essere assolutamente trasparente; se non gli piace, se ns stia a casa. JOE

23.10.06

PUTIN

Il Presidente della Repubblica Russa, a margine di un pranzo ufficiale ad Helsinki, reagendo alle richieste degli occidentali di chiarimenti sull'ondata di assassinii eccellenti nel suo Paese, ha trovato modo , tra un bicchiere di wodka e l'altro, di affermare che la parola "mafia " è italiana, e che la Spagna è un Paese corrotto. L'algido Putin forse è troppo occupato per leggere i giornali, anche quelli del suo paese, e quindi non può sapere che tra le varie mafie esistenti da sempre in tutto il mondo, quella russa è tra le più blasonate, specie da quando quel paese ha acquistato una certa apparenza di libertà. Dopo la caduta del comunismo in Russia sono sbucati come i funghi ondate di miliardari che comprano di tutto, dalle società petrolifere alle squadre di calcio. I maligni insinuano che molti di questi miliardari sono ex managers delle grandi aziende statali russe, cui il governo, certo non senza riceverne la "gratitudine", ha ceduto le aziende stesse, a rate da pagare con i profitti futuri. Spesso questi nuovi miracolati si sono scordati di pagare le tasse, in maniera così plateale che il governo ha dovuto metterne in galera qualcuno. Alla esternazione di Putin il Prof. Prodi, presente al pranzo, non ha risposto. Evidentemente era preoccupato di non compromettere le forniture invernali di energia. Penso che questa paura sia stupida, ove si pensi che i pipelines sono un doppio legame trai paesi collegati: in un senso viaggia il petrolio ed il gas, nell'altro viaggiano i soldi. Certo, per mantenere un atteggiamento fermo contro l'arroganza di Putin occorrerebbe che i paesi europei che ricevono energia dalla Russia fossero solidali e compatti. Ma con gli egoismi idioti che s-legano questa Europa, si può contare su questa solidarietà? Allora, facciamoci prendere a schiaffi dal KGB! JOE

22.10.06

LA RAGIONE DI STATO

Secondo pubbliche affermazioni del Presidente Emerito della Republica, Senatore Francesco Cossiga,la Magistratura sta perseguendo alcuni esponenti dei Servizi Segreti Italiani in merito alla presunta connivenza degli stessi con la CIA nel sequestro, eseguito dalla CIA stessa, dell'Imam Ben Omar. Il Senatore Cossiga afferma inoltre che esiste una legge che impedisce qualsiasi azione legale , anche da parte della Magistratura, relativa a fatti sui quali sia stato dall'Esecutivo posto il vincolo del segreto di stato, come è accaduto per il sequestro suddetto. Sembra quindi trattarsi di una intromissione della Magistratura in fatti che non sono sottoponibili al suo potere di indagine. Quando è che ci sarà un vero e tempestivo controllo dei comportamenti della Magistratura, che non è , e non può essere, al di sopra delle Leggi? JOE

LA CHIESA E LA POLITICA

Nel corso del Convegno Ecclesiale tenutosi recentemente a Verona, il Papa ha espresso alcuni concetti-guida per il mondo dei Cattolici, che sarebbe molto bello che tutti, gerarchie ecclesiastiche per prime, seguissero: -"La Chiesa non è un agente politico" -"Fare politica non appartiene alla Chiesa" -"Non politicizzate la carità" e così via. Si dà il caso, invece, che la Chiesa faccia politica,(attraverso i Cardinali, i Vescovi, i Parroci. come tutti abbiamo potuto spesso personalmente constatare);e che i politici italiani che aspirano a raccogliere voti tramite l'ipoteca cattolica, si precipitino a baciare l'anello del Papa o di questo o quel Cardinale ogni qual volta se ne presenti l'occasione, come è accaduto anche a Verona.La laicità dello stato va difesa in tutti i modi, anche evitando questo presenzialismo che può sembrare di poco impatto, ma che lascia traccia negli animi semplici. Non si vuole quì negare la necessità che la nostra Chiesa, come tutte le altre Chiese,eserciti una guida spirituale e morale nella vita sociale dei popoli, i quali ne sentono istintivamente bisogno, specie nei tempi che stiamo attraversando; ma è altrettanto necessario che questa guida, di qualsiasi religione si tratti, si astenga rigorosamente dall'intromettersi nella vita politica, evitando così di alterare quella libera scelta che la Chiesa stessa propugna. La storia ci insegna che molte guerre sono state ispirate a, e giustificate da, motivazioni religiose, spesso comodo paravento per nascondere i reali motivi economici e politici dei conflitti, ma che non sarebbero state possibili senza l'alibi religioso. Ed è impossibile dimenticare le nefandezze dell'Inquisizione e di altre crociate più o meno faziose e strumentali; o la cinica lettura che i terroristi Islamici fanno del loro Corano, che tutto dice tranne che incitare all'uccisione dei seguaci di altre religioni. Penso che un passo avanti nella reale laicizzazione dello Stato potrebbe essere fatto con la eliminazione dell'insegnamento della religione nella scuole di Stato,come accade in molti Paesi evoluti; lasciandone il compito alle scuole private che ritengano di impartirlo, o a quelle specificamente e liberamente istituite in qualsiasi Paese o per qualsiasi religione. Si eliminerebbe così alla radice nel pensiero dei giovani l'idea che seguire uno o l'altro indirizzo politico possa essere condizionato dalla propria fede religiosa, e non dalla esigenza di partecipare alla vita della comunità cui si appartiene solo in base alle proprie convinzioni politiche, con grande vantaggio per la vita sociale. JOE

13.10.06

L'EVASIONE FISCALE E' UN FURTO ?

Un popolare talk show televisivo ha fatto una puntata con questo titolo. Penso che l'evesione fiscale non sia letteralmente un furto, ma uno dei tanti modi di non rispettare le leggi dello Stato, cosa che, in un modo o nell'altro, tutti talvolta facciamo. Ovviamente ci possono essere motivi perchè uno o più cittadini rifiutino di rispettare o di circonvenire una legge, ma, qualunque sia la motivazione, gli evasori di qualsiasi legge è giusto che siano soggetti alle pene che sono previste dai Codici. Il punto è un altro. Lo Stato preleva una parte del reddito dei cittadini per fornire servizi necessari al funzionamento ed allo sviluppo del Paese. Il cittadino ha il dovere legale, oltre che civico, di pagare le tasse; lo Stato ha il dovere di utilizzare COSTRUTTIVAMENTE il denaro prelevato, di fornire servizi adeguati al livello della tassazione, e di non sperperare le somme incassate. Quali armi ha il cittadino se il governo che gestisce pro-tempore lo Stato fa poco, o male ( almeno a giudizio di una parte consistente dei cittadini, e su basi concrete e non di parte) ciò che costituisce il suo motivo di esistere? Il cittadino non ha nessuna arma legale che concretamente possa obbligare il governo a comportarsi correttamente, se non le elezioni, quando ci sono e posto che provochino i cambiamenti auspicati. Può svolgere azioni dimostrative,quali, ad esempio, la protesta collettiva, o la richiesta ai Parlamentari che ha contribuito ad eleggere come suoi rappresentanti, di agire verso il governo. Oppure si ribella, e comincia col cercare tutti i mezzi, legali o meno, per non pagare le tasse, che ritiene male utilizzate. E così, con esempi non esaustivi, si evade l'IVA, o si assumono collaboratori pagati in nero, o si porta il denaro nei paradisi fiscali. Rischiando ovviamente di pagare le conseguenze legali di questi comportamenti. Vero che spesso le motivazioni dell'evasione non siano per nulla nobili, ma è vero anche che la diffidenza generata verso i cittadini da un governo palesemente inefficiente, o sprecone, o ispirato nella sua azione da motivi di parte e di classe, provoca comportamenti non legali e non civili. Allora che fare? Occorre maturare una coscienza civica che deve trarre esempio dall'alto, non solo dai politici ma anche da chi produce o possiede ricchezza, e che ha bisogno di fatti concreti per accettare gli oneri che la convivenza civile pone a carico di ciascuno. Facile a dirsi. Ma quali sono i punti di riferimento per questo indispensabile risveglio morale? Ci vuole il lanternino di Diogene per trovarne qualcuno. Nel suo piccolo, il tavolo dei VOLENTEROSI potrebbe costituire un primo nucleo dal quale diffondere un fattore catalizzante per la nascita di una società più responsabile. JOE

12.10.06

I VOLENTEROSI -2

Il Prof. Prodi ha reagito energicamente, e negativamente, alla proposta di alcuni Parlamentari di creare un tavolo aperto per discutere e presentare al Parlamento le modifiche ritenute, dai politici partecipanti al tavolo, opportune per migliorare la Finanziaria 2007. Non capisco come si possa proibire, o eccepire al fatto, che alcuni cittadini, nel caso Parlamentari, si riuniscano per discutere di problemi di interesse comune ed in particolare di interesse di quei Parlamentari che avessero ritenuto di partecipare. NEANCHE SE FOSSIMO IN NORD COREA! Oggi, il gruppo dei promotori dell'iniziativa ha reso pubblici i punti che si volevano discutere, e che è inutile ripetere quì, dato che sono stati descritti dalla stampa. Non esiste uno solo di questi punti sul quale qualsiasi cittadino onesto ed in buona fede, indipendentemente dalla sua affiliazione politica, non possa essere d'accordo sulla opportunità di discuterne. Ad esempio, cosa c'è di strano nel proporre di mettere a concorso per merito le assunzioni nella Pubblica Amministrazione previste dalla finanziaria? Tanto per citare uno dei punti. E' chiaro che il governo vuole campo libero per blindare questa finanziaria osteggiata da tutti, tranne che dall'estrema sinistra, per potere farla passare in Parlamento magari ricorrendo alla fiducia. Mettiamo mano al portafoglio, cari cittadini, dato che il Prof. Prodi non si sogna neanche di fare le riforme coraggiose, ma ineluttabilmente impopolari, delle quali il Paese ha bisogno, ma preferisce coprire l'inarrestabile flusso degli incrementi della spesa pubblica, o meglio dello sperpero pubblico, con l'imposizione di tasse inique o stupide, come la supertassa sui SUV, od il ripristino della tassa di successione, sulla quale analisti indipendenti hanno calcolato che la sua resa sarebbe inferiore ai costi per farla applicare. Quo usque tandem, Romano? JOE

10.10.06

I VOLENTEROSI

Come spesso accade ai Radicali, ancora una volta questa pattuglia di sognatori, rompiscatole ma intelligenti ed a loro modo utili, ha gettato un sasso nello stagno della politica italiana: mettiamo attorno ad un tavolo i rappresentanti di qualsiasi formazione politica, che abbiano voglia di studiare le modifiche più indispensabili, e/o opportune, alla legge finanziaria proposta dal governo, per poi proporle al Parlamento. Gli ultras di sinistra, il capo del governo, alcuni protagonisti di certi partiti di governo, hanno visto, ( a mio parere correttamente) in questa iniziativa il pericolo di una deriva che possa condurre alla caduta dell'esecutivo, tramite la concentrazione dei numerosi parlamentari di tutte le parti politiche che sono insoddisfatti dell'andamento della gestione governativa. Io non so se questo sia il fine ultimo di questa iniziativa, ma vorrei che lo fosse, visto che nel Paese esiste una stragrande maggioranza di moderati, non importa se di destra o sinistra, che dovrebbe gestire il Paese, e mettere da parte le minoranze di estremisti che, di fatto, si sono impadroniti del governo , con la complicità di esponenti politici che per avere il potere sono disposti a stravolgere le premesse ideologiche della loro militanza politica. JOE

LA FINANZIARIA 2007 - 2

Il disegno di legge finanziaria proposto dal governo ha dimostrato ancora una volta che l'esecutivo è sempre più saldamente nelle mani della minoranza di estrema sinistra. Ci vuole un coraggio da leoni, o un cinismo da basso impero, per affermare che questo disegno di legge affronta i problemi fondamentali del Paese. In realtà, le linee principali sono: scarsissimi, quasi invisibili, tagli di spesa; copertura dei costi tramite incremento del prelievo fiscale, dissimulato in numerose piccole trappole che è inutile elencare quì, dato che sono di dominio pubblico; spostamento dei problemi della spesa sociale dal centro alla periferia, con il via libera ai Sindaci di imporre tasse per far fronte ai costi sociali, senza che, peraltro ci sia cenno,anche lì, di tagli agli sperperi delle amministrazioni locali stesse; in definitiva, nessuna energica azione di vero risanemento, ma una strutturazione ragionieristica dei capitoli di entrate ed uscite, con uno scambio delle aree di prelievo, con uno scarica barile tra il centro e la periferia. Bravo, Prof. Prodi, ancora un piccolo sforzo, e ce la ferà a tornare a casa come Le è gia accaduto. JOE