binocolo

20.11.06

A PROPOSITO DEL MoSE DI VENEZIA.

In merito alla protezione della laguna veneta dall'acqua alta tramite la realizzazione di un megaprogetto detto MoSE,il comportamento di certe autorità di governo, e dei numerosi Consigli Superiori, consulenti, lobbyisti che lo spalleggiano, mi ricorda con singolare parallelismo quanto accaduto alcuni anni fà a proposito di un progetto alternativo a quello del ponte sospeso sullo stretto di Messina. Anche in quel caso il Ministero dei lavori pubblici, il Consiglio superiore dei lavori pubblici e tutta una serie di esperti, o presunti tali, rifiutarono categoricamente di prendere in seria considerazione il progetto di attraversamento dello stretto con un tunnel sottomarino; (elaborato, guarda caso, da un gruppo di società specializzate in progetti innovativi di ingegneria marina e delle quali facevano parte i progettisti dell'attuale progetto alternativo al MoSE); progetto che presentava indiscutibili vantaggi tecnici, economici, finanziari e di sicurezza rispetto al ponte sospeso. A nulla valsero i numerosi, autorevoli interventi presso tutte le Autorità ed Enti competenti; interventi suffragati da dettagliate ed esaurienti relazioni progettuali che dimostravano in maniera incontrovertibile la superiorità del tunnel rispetto al ponte sotto tutti gli aspetti sopra citati. La lobby del ponte, costituita da ben identificati gruppi di interesse, riuscì ad impedire che la soluzione alternativa fosse almeno presa in considerazione. Esattamente quello che sta accadendo per il MoSE. Oggi il progetto del ponte di Messina è "SOSPESO", anche se non per i motivi razionali che suggeriscono di "CANCELLARLO", ma per motivi di altro genere e di dubbia obbiettività. In questa Italia piene di contraddizioni e ripensamenti c'è da augurarsi, sopratutto nell'interesse della laguna e della città di Venezia, che qualcosa di simile accada al MoSE, e che un ripensamento decente possa almeno condurre ad un esame ufficiale, serio, obbiettivo e costruttivo della soluzione delle paratoie a gravità proposte in alternativa al MoSE, ovviamente sotto l'egida del Consorzio Venezia Nuova, che per legge è il concessionario della realizzazione del progetto. JOE.

13.11.06

PRODI'S PRIDE

Il professore, dando prova di grande umiltà e senso della misura, ha ripetutamente affermato oggi che il suo aver pronunciato, sullo stato del nostro Paese, una frase già pronunciata da De Gasperi, non significa che lui si senta paragonabile al suo illustre predecessore. Allo stesso tempo il prof. si bea della approvazione che le autorità europee hanno dato alla sua ondivagante legge finanziaria. Va sottolineato il fatto che le autorità europee sono soddisfatte del previsto risultato di bilancio e non si interessano più di tanto, salvo alcuni generici suggerimenti di facciata, al come questo risultato si prevede di raggiungerlo. Chiunque, volevo dire qualsiasi ragiunatt, può pareggiare un bilancio se gli viene data mano libera per prelevare dalle tasche dei contribuenti quanto occorre per ottenere questo pareggio numerico. Ma resta il fatto che non si parla di riduzioni della spesa, pur essendoci ampi margini per ridurla, non sulle voci del welfare, ma sugli sprechi, sulle inefficienze, sulle pretese corporative, sui soldi spesi male per lavori pubblici inutili e controproducenti; tanto per citare solo alcune delle possibilità di risparmio più ovvie. Ma il prof. non è libero di tagliare le spese, posto che lo volesse, perchè deve fare i conti con gli ultràs di sinistra nelle cui mani risiede la continuità del suo potere, alla quale lui sembra pronto a sacrificare la logica ed il buon governo. Così ci becchiamo l'ennesima, giusta, ramanzina dagli arroganti dell'ECONOMIST, che però, specie in casa d'altri, sanno fare bene i conti. Dai, che sei solo! JOE

I RISANATORI

Efficientissimi rappresentanti della magistratura hanno ingiunto ad una donna ebrea ultracentenaria (TG1 del 12/11) di restituire quanto indebitamente incassato quale pensioncina, ricevuta a seguito della persecuzione razziale dei nazifascisti subita da lei stessa e dalla sua famiglia, in quanto "non direttamente oggetto delle persecuzioni" di cui sopra. Può darsi che la signora in questione sia stata "solo" deportata ad Aushwiz( non so se lo spelling è corretto, ma tutti sanno di quale vergogna umana stiamo parlando), e non sia stata direttamente colpita dai calci di fucile degli sgherri nazisti. Ma, con tutte le false pensioni di invalidità che continuano ad essere indebitamente percepite, con tutte le pensioni erogate , per decine di migliaia di Euro, a politici eletti per un paio di anni, con tutte le somme che lo Stato eroga indebitamente o delle quali viene legalmente derubato, con i milioni di pratiche penali inevase, siamo proprio sicuri che lo zelo di questi funzionari che , dopo decenni, hanno accertato una eventuale irregolarità per poche centinaia di Euro, sia stato un bel servizio allo Stato? JOE

IL "PACCHETTO" MONTALCINI.

Alcuni giornali hanno definito "pacchetto Montalcini" i 170 (ma no, forse sono 206) milioni di Euro che sarebbero stati AGGIUNTI alle spese per la ricerca previste nella finanziaria 2007 per riuscire a far votare la legge stessa all'illustre Senatrice. Oggi salta fuori che il Ministro Mussi precisa che i soldi c'erano già, ma sono solo stati spostati da una voce all'altra dello stesso capitolo di spesa, Ricerca. Evidentemente si è cercato di carpire la buona fede della Senatrice facendole sventolare sotto il naso dei soldi che in reltà non sono Aggiunti. A parte la usuale altalena dell'ammontare di cui si parla, (tipica strategia di questo gruppo che ha in mano il governo), mi chiedo che significato possa avere, anche per la Senatrice, una variazione di spesa , o spostamento di spesa, che continua ad ignorare il problema vero delle ricerca, che , a mio parere, è sopratutto di carattere organizzativo. Si parla solo di aumentare il numero dei ricercatori, senza preoccuparsi ed occuparsi minimamente di riorganizzare le ricerca, disciplinarla e valutare i risultati delle somme non trascurabili che comunque vengono già spese. JOE

12.11.06

IL MOSE DI VENEZIA

Pare che la cordata che vuole assolutamente realizzare le paratie per il controllo dei livelli dell'acqua nella laguna di VENEZIA con il progetto MOSE,stia per farcela. Non è ancora detto, perchè nell'Italia del professore ogni decisione può essere cambiata e ricambiata, come dimostrano le vicissitudini della legge finanziaria 2007, che, se non fossero vergognose, come sono, sarebbero ridicole.Intanto , da notizie televisive, risulterebbe che il 28% dei costi sia già stato sostenuto. Si ripete così la storia del ponte sullo stretto di Messina, per il quale da decenni vengono spesi soldi, centinaia di miliardi di Lire e milioni di Euro, per studi e progettazioni, senza che sia stata presa una decisione definitiva, e scartando a-priori alternative serie, e più funzionali ed economiche. Non è questa la sede per un discorso tecnico; ci sono tecnici seri e competenti che, nelle sedi adeguate, hanno presentato alternative al MOSE, anche queste più sicure e meno costose; il Sindaco di Venezia, Prof. Cacciari, certamente su pareri tecnici responsabili,le ha prese in considerazione,e lo ha dichiarato ufficialmente; ma non così le truppe d'assalto dei progettisti che da anni studiano il loro MOSE. L'Italia è e rimane il paese dei clans, degli Ordini professionali indistruttibili, delle burocrazie inattaccabili, in altre parole: delle mafie. Anche questa storia si aggunge alle numerose altre che attestano la mediocrità del nostro Paese, dominato dall'arrivismo e dalla superficialità. JOE

11.11.06

ANCORA SULLA RICERCA SCIENTIFICA.

Nel quadro del caos generale che regna nella discussione della legge finanziaria 2007, si aggiunge la minaccia della Senatrice Montalcini di non votare la legge se verranno ridotti i fondi per la ricerca scientifica. Mi stupisce che proprio un Premio Nobel, che conosce benissimo la situazione della ricerca in Italia, non ritenga prioritario , rispetto ad un aumento di fondi, un riordino delle attività di ricerca , che in Italia sono poco efficaci, come si rileva già solo guardando al numero di brevetti che il Paese produce per unità di spesa rispetto ad altri Paesi occidentali. Prima di aumentare la spesa, è necessario analizzare quali siano i centri di ricerca che meritino di essere finanziati, quali siano le attività di ricerca che vengono svolte e con quali risultati, quante attività di ricerca libera vengono poi utilizzate dall'industria per il loro sviluppo; tanto per citare alcuni degli aspetti organizzativi che devono essere affrntati, prima di assegnare fondi che spesso vengono mal spesi, magari non per incapacità scientifiche, ma per la difficoltà, tutta italiana, di lavorare disciplinatamente entro un quadro di riferimento e di collaborazione. JOE

IL MINISTRO MASTELLA DAL GIUDICE.

Le cronache giornalistiche ci narrano di una visita del Ministro Mastella ad un Procuratore Generale , con l'accompagnamento di un suo collaboratore che, guarda caso, è indagato da quella Procura per fatti che, anche se derubricati da quelli iniziali di collusione con la criminalità organizzata, restano pur sempre di rilevanza penale, con indagini in corso. Non credo che si possa fare alcun commento, ma solo sottolineare questo strano comportamento del Ministro! JOE

SADDAM: CHE CONDANNA?

Il grande agitarsi in occidente, per la conversione della condanna a morte di Saddam in ergastolo, mi sembra non tenga conto del fatto che l'eventuale riduzione della pena non credo che avrebbe grande effetto sui suoi sostenitori, visto il fanatismo e lintransigenza di cui danno prova ogni giorno. Lascerebbe in vita in individuo che, disponendo, come certo ancora dispone, di somme ingenti e di un forte seguito tribale, sarebbe una sorgente di attività destabilizzanti nel suo paese ed altrove, e ritarderebbe, o bloccherebbe del tutto , ogni possibilità di democratizzazione dell'Iraq e di stabilizzazione della zona. Ritengo inutile, in questo caso, cercare di applicare il nostro modo di pensare sulla pena capitale ad un ambiente che ha ancora una lunga strada da percorrere verso la democrazia, e che ha bisogno di non avere idoli del passato cui i più fanatici possano guardare con la speranza di una rivincita. Certo, rischiare di farne un martire ha i suoi pericoli, ma dimostrare che l'occidente non intende fare sconti a nessuno in tema di terrorismo penso sia più efficace di qualsiaasi buonismo. JOE

4.11.06

IL REVIVAL DEL NUCLEARE.

La traballante civiltà occidentale sta riscoprendo il nucleare. Penso che dietro a questa riscoperta ci siano le lobbies dei Paesi la cui industria è ben attrezzata per la tecnologia delle centrali nucleari, oltre che la superficialità dei politici che cercano le vie più facili per risolvere i problemi, senza curarsi delle conseguenze di lungo termine; tanto loro non ci saranno più. Certamente, oggi le centrali in se stesse sarebbero più sicure di quelle che decenni fà, con suprema incoscienza, sono state disseminate a due passi dalle nostra case. Ma non è stato risolto, e difficilmente può esserlo in maniera sicura, il problema delle scorie e dei sottoprodotti della produzione di energia in centrali nucleari. Inoltre, la diffusione delle centrali nucleari trasferirebbe all'uranio i problemi di approvvigionamento che oggi si riscontrano per i combustibili fossili, con tutte le conseguenze che oggi nascono attorno alla disponibilità degli stessi. Esiste una fonte di energia illimitata e non inquinante: la fusione dell'idrogeno, l'energia delle stelle. Ma la messa a punto della tecnologia relativa richiede uno sforzo economico e temporale che nessuno stato e nessuna azienda è in grado di sostenere. Si tratta di in problema che non può essere affrontato se non con una collaborazione a livello planetario, coordinata dall'ONU. E chiaro che occorrerebbe che l'ONU non fosse quell'organismo inefficiente ed inquinato da isole di corruzione che in realtà è, e che gli egoismi dei vari Paesi riuscissero ad essere accantonati per risolvere un problema che interessa vitalmente l'umanità intera, presente e futura. E' molto più semplice fare le guerre per accaparrarsi il controllo di quelle fonti FINITE di energia che ancora ci sono sulla terra. Allora, avanti con le bende sugli occhi verso la distruzione del pianeta! JOE

NAPOLI

L'ex Procuratore Generale di Napoli, Dr. Agostino Cordova, ha dichiarato in tv di avere trovato, alla sua assegnazione a Napoli, circa 2.600.000( duemilioni seicentomila)fascicoli su indagini avviate dalle Forze dell'ordine e MAI APERTE DAI MAGISTRATI. Avendo Cordova cercato di smuovere le acque, dopo pochi mesi è stato dichiarato (dal CSM ?)"incompatibile con l'ambiente" e trasferito ad altra sede. In questo quadro, ritengo inutile mandare a Napoli l'esercito o rinforzare le Forze dell'ordine; bisogna che i Magistrati si mettano ad aprire i fascicoli ed a lavorare ai fascicoli aperti, con grande dispendio di tempo e con rischio, da Carabinieri e Polizia;forse sono i Magistrati che devono essere sostituiti e PROTETTI dalle minacce, che il crimine organizzato certamente formula nei loro confronti. Occorre anche che i politici che dovrebbero governare quel territorio la smettano di dire che ls situazione non è così grave, e che le accuse che vengono espresse verso la città sono esagerate e calunniose; si mettano anche loro a guardare obbiettivamente la situazione e ad agire di conseguenza. Se lo ritengono troppo pericoloso, si dimettano. Allora si che si può parlare di emergenza e di invio dell'esercito. JOE