SADDAM: CHE CONDANNA?
Il grande agitarsi in occidente, per la conversione della condanna a morte di Saddam in ergastolo, mi sembra non tenga conto del fatto che l'eventuale riduzione della pena non credo che avrebbe grande effetto sui suoi sostenitori, visto il fanatismo e lintransigenza di cui danno prova ogni giorno. Lascerebbe in vita in individuo che, disponendo, come certo ancora dispone, di somme ingenti e di un forte seguito tribale, sarebbe una sorgente di attività destabilizzanti nel suo paese ed altrove, e ritarderebbe, o bloccherebbe del tutto , ogni possibilità di democratizzazione dell'Iraq e di stabilizzazione della zona. Ritengo inutile, in questo caso, cercare di applicare il nostro modo di pensare sulla pena capitale ad un ambiente che ha ancora una lunga strada da percorrere verso la democrazia, e che ha bisogno di non avere idoli del passato cui i più fanatici possano guardare con la speranza di una rivincita. Certo, rischiare di farne un martire ha i suoi pericoli, ma dimostrare che l'occidente non intende fare sconti a nessuno in tema di terrorismo penso sia più efficace di qualsiaasi buonismo.
JOE

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