binocolo

28.12.06

I COSTI DELLA POLITICA

Sarebba molto opportuno che qualche giornale indipendente, (ma ce ne sono in Italia?), si dedicasse alla pubblicazione di tutti i dati di costo della politica e della pubblica amministrazione in Italia: i costi del Parlamento, del Governo, delle Regioni, della Provincie, dei Comuni, delle varie gestioni dello Stato; è vero che l'analisi di questi costi esiste, e che qualche timido tentativo di pubblicarne una parte sia stato fatto da qualche giornale. Ma occorrerebbe che i cittadini fossero informati in dettaglio e sinotticamente di tutta la struttura dei costi della gestione del Paese, in modo che si possa avere una informazione precisa sul tipo e natura degli sprechi, delle inefficienze, degli abusi. Informazioni da usare poi, con cognizione di causa e non per più o meno chiare simpatie politiche, in sede di elezioni. JOE.

LA CONDANNA DI SADDAM

Sulla condanna a morte di Saddam, e sulla opportunità o meno della sua esecuzione, si stanno versando fiumi di inchiostro e valanghe di parole; spesso si confonde l'aspetto strettamente giuridico con quello etico e con quello politico. A me pare che l'aspetto giuridico sia molto chiaro: un tribunale regolarmente legittimato ha espresso una condanna; la costituzione irakena stabilisce che questo tipo di condanna debba venire ratificata dal Presidente della Repubblica, e che la condanna diventa definitiva solo dopo che questa ratifica sia avvenuta. Pertanto, sul piano giuridico, l'iter è chiarissimo. Sul piano etico, e su quello politico, il discorso è molto più complesso.Dal punto di vista etico esiste un largo consenso nel mondo a favore della abolizione della condanna a morte, anche se esistono numerosi paesi che la applicano e sono fermamente convinti sulla necessità di mantenerla. Si tratta quindi di un tema sul quale solo la coscienza dei cittadini può dichiararsi a favore dell'una o dell'altra tesi. Dal punto di vista politico il dibattito si articola sopratutto sulla "convenienza" di eseguire la condanna a morte " di Saddam" e non di qualsiasi condannato a morte.Si teme di farne un martire e di generare una violenta reazione dei suoi sostenitori; si dimentica che , lasciandolo vivo, i sostenitori saranno più motivati a continuare nel tentativo di ristabilire il vecchio ordine, avendo ancora un capo carismatico al quale riferirsi. E' chiaro che può sempre venir fuori un capo almeno altrettanto carismatico, ma questo non è certo, anzi è molto difficile; altrimenti come si spiega, ad esempio, la caccia disperata che si dà a Bin Laden, la cui scomparsa si presume che possa dare un colpo mortale al suo terrorismo? Questo vive ancora, ma penso che una grande forza gliela dia presso i suoi seguaci l'idea che Bin Laden sia ancora vivo. Cosa è accaduto quando Hitler e Mussolini sono scomparsi dalla scena? Certo che esistono ancora nostalgici, ma la scomparsa di leaders della statura dei suddetti ha cancellato la consistenza dei loro movimenti politici. Napoleona relegato all'Elba è riuscito, anche se per poco, a far rinascere il suo regime; anche nell'esilio, fuori dal mondo, a Sant'Elena, hanno preferito avvelenarlo per non correre altri rischi; e la restaurazione, senza di lui, fu effimera e di minimo impatto. In definitiva, il Presidente della Repubblica irakena può far passare tutto il tempo che vuole prima di ratificare la condanna, onde seguire gli sviluppi politici e militari della situazione prima di decidere;(la costituzione non gli impone limiti di tempo, ma dice che la condanna deve essere eseguita dopo 30 giorni dalla ratifica). Ma personaggi di questo tipo stanno meglio da morti che da vivi. JOE.

14.12.06

IL FINANZIAMENTO DEI GIORNALI.

Lo Stato Italiano finanzia tutti i giornali, penso anche quelli che pubblicano foto di veline più o meno vestite. Per gestire questi finanziamenti , il Prof. Giavazzi, in una nota sul Corriere della Sera, ci informa che sono impiegate 150 persone. E il governo scava nella tasche dei Cittadini per pagare questi ed altri costi simili. AIUTATECI ! JOE

AUTOSTRADE

Alle nobilissime motivazioni del blocco da parte del governo sulla cessione di Autostrade ad Abertis sembra non essere estranea quella di non perdere i finanziamenti che la società continua ad elargire a tutti i partiti politici, e che sarebbero ovviamente perduti se la società passasse sotto il controllo di una società non italiana Il partito di Di Pietro aveva accettato, come tutti gli altri, il finanziamento ma poi ci ha ripensato, forse ricordandosi che la sua politica si ispira a quella di mani pulite. Esattamente come quello per la famosa Mercedes. In che mani siamo caduti! JOE

5.12.06

PIAZZA SAN GIOVANNI

Il Professore, come d'abitudine, ha scacciato come una mosca molesta la manifestazione di popolo che, a Piazza San Giovanni a Roma, ha dimostrato l'amplissimo dissenso che desta nel Paese una finanziaria che ignora quasi completamente i tagli alla spesa pubblica, e che vuole risanare il bilancio statale e creare sviluppo con i soldi dei cittadini e con ipotetiche entrate provenienti dalla famosa lotta all'evasione. I politici del centro-sinistra sono indaffarati a spiegare che la legge non è stata capita, (siamo tutti cretini), e concedono solo che, forse, è stata male spiegata. Basterebbe che la stampa seria, posto che questa categoria fosse adeguatamente diffusa in Italia, pubblicasse in dettaglio i dati sui costi della struttura dello Stato e della politica, perchè diventi chiaro dove si potrebbero prendere i soldi per risanare il Paese, invece che dalle tasche della gente. C'è stato un timido tentativo di un importante giornale economico di fornire certi costi del Parlamento, ma non si vede nessun serio tentativo di diffondere tutti i dati sugli sprechi e le inefficienze dlla gestione della cosa pubblica. Intanto, mentre si parla di riduzione dei costi, alla chetichella i Parlamentari, tutti d'accordo, pare che si siano AUMENTATO lo stipendio di circa 1135,00 € al mese, camuffando la relativa mozione in modo che l'aumento non risulti dai verbali. Ho avuto questa notizia da una e-mail che gira in Italia, e spero che non sia vera. Ma, se lo fosse, bisognerebbe andare in massa , non a Piazza San Giovanni, ma davanti alle sedi del Parlamento, e prendere a calci tutti i parlamentari che si sono votato questo provvedimento. Esiste un giornalista d'assalto, uno di quelli che si fanno venire la bava alla bocca quando parlano o sparlano dei loro avversari politici, che abbia il coraggio di approfondire questo argomento ? Renderebba un grosso servizio al Paese. JOE

ALITALIA

E' stato sufficiente il solo annuncio che lo Stato è disponibile a ridurre al 30% la sua quota di partecipazione al capitale dell'ALITALIA per fare esplodere in Borsa il titolo, che è schizzato del 15% circa in 2 sedute. Non poteva esserci una condanna più severa di questa, per le capacità di management dell'apparato statale. Il quale, specie nelle società aventi sede a Roma e quindi più direttamente soggette alle intrusioni della politica, ha collezionato serie impressionanti di deficit nelle aziende gestite direttamente o attraverso i "boiardi".Attendo con curiosità gli sviluppi di questa vicenda, in quanto non credo che nessun privato, o gruppo di privati, possa gestire con successo l'Alitalia, se verranno mantenute le condizioni che il governo di sinistra-sinistra-centro sinistra, sotto la spinta prepotente dei sindacati ben asserragliati nelle struttura organizzativa della società, pare che voglia imporre agli eventuali acquirenti in materia di posti di lavoro; nè credo che ci saranno degli sprovveduti imprenditori che potranno accettare queste condizioni. Allora, la cessione del controllo di Alitalia resterà un sogno, o finalmente i partiti di sinistra e le numerose sigle sindacali che infestano l'Alitalia si decideranno a rinunciare alla occupazione dei posti di lavoro superflui, che producono solo ingenti perdite allo Stato ed al Paese? Speriamo bene, anche se la mia speranza è molto fievole. JOE